Adroterapia: tumori trattabili, costi e rimborsabilità nuovi LEA

sincrotroneL’adroterapia è un’innovativa forma di radioterapia a base di particelle pesanti, protoni o ioni carbonio. Viene utilizzata per curare alcuni tipi di tumori non operabili e resistenti ad altre terapie. Il trattamento sfrutta gli adroni (dal greco adrós, forte). Si tratta di ioni soggetti alla forza nucleare forte.  I pacchetti di fasci, composti da miliardi di particelle, sono in grado di “spezzare” il DNA delle cellule tumorali, impedendone la crescita e la riproduzione.

La terapia è nata negli anni ’50 ma ha iniziato a essere applicata solo negli ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici che ne hanno ridotto i costi. Il trattamento personalizzato si avvale di un acceleratore di protoni e di ioni, noto come sincrotrone, che genera fasci di particelle. I fasci vengono poi trasportati nella sala in cui avviene il trattamento. Qui si procede al posizionamento del paziente e al rilascio delle dosi di energia. Il volume delle dosi viene calcolato caso per caso per garantire una maggiore efficacia e tollerabilità delle cure.

Vantaggi dell’adroterapia e differenze con la radioterapia convenzionale

Uno dei principali vantaggi dell’adroterapia nel trattamento dei tumori è la minore invasività rispetto ad altre terapie oncologiche. L’energia rilasciata colpisce e distrugge selettivamente le cellule tumorali, lasciando intatti i tessuti sani. L’azione dei fasci si svolge con un livello di precisione di due decimi di millimetro. Il tunnel di protoni o ioni carbonio inizialmente ha poco forza. L’energia distruttiva viene sprigionata soltanto quando raggiunge la massa tumorale. La fase di rilascio dell’energia è indicata come picco di Bragg.

La radioterapia convenzionale ha più effetti collaterali perché coinvolge anche i tessuti sani. Inoltre richiede più cicli e non è efficace per alcuni tipi di tumore, localizzati in zone critiche e radio-resistenti.

I tumori che possono essere curati con l’adroterapia

I tumori trattabili con l’adroterapia sono proprio i tumori radio-resistenti, localizzati vicino a organi vitali che rischierebbero di essere danneggiati irreparabilmente dalla radioterapia tradizionale a base di raggi X.   Tra i tumori trattabili con l’adroterapia rientrano il cordoma e il condrosarcoma. Questi tumori solitamente si sviluppano localmente alla base del cranio e nella colonna vertebrale. Studi clinici hanno dimostrato che l’adroterapia con protoni o ioni carbonio garantisce buoni risultati dopo l’intervento chirurgico.

Altri tumori trattabili con l’adroterapia sono i meningiomi atipici, i meningiomi maligni e recidivanti, il melanoma uveale,  i sarcomi del tessuto osseo e i sarcomi dei tessuti molli retro peritoneali non operabili. L’adroterapia con ioni carbonio è stata impiegata anche nel trattamento delle neoplasie delle ghiandole salivare, del pancreas e della prostata.

L’adroterapia è particolamente indicata nei bambini e nei pazienti più giovani. Questi soggetti infatti, avendo una lunga aspettativa di vita, sono più a rischio di sviluppare tumori secondari a causa della radioterapia convenzionale.

Come funziona l’adroterapia

Silvia Molinelli CNAO PaviaI pazienti vengono sottoposti a una serie di esami per valutare l’idoneità al protocollo. Una volta accertata l’idoneità del paziente, il ciclo può iniziare. Le singole sedute sono rapide. Per l’irraggiamento bastano pochi minuti, in cui il tumore viene distrutto sezione per sezione. Il paziente si sdraia su un lettino e deve indossare una maschera che serve a bloccare i movimenti. A questo punto il fascio viene indirizzato verso la zona da trattare. Il cancro viene letteralmente bombardato con proiettili precisi (le particelle pesanti).

Un altro dei vantaggi dell’adroterapia è che sono richieste meno sedute per ottenere gli stessi risultati della radioterapia. Una paziente curata per un adenocarcinoma cistico alla base della lingua è stata curata con 16 sedute invece di 36. La donna ha riportato pochissimi effetti collaterali.

Centri per l’adroterapia: in Italia c’è il CNAO di Pavia

Roberto Orecchia CNAO PAVIAIn Italia dal 2011 è possibile sottoporsi alla terapia adronica presso il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, CNAO di Pavia. Il Centro, sotto la presidenza di Emilio Borloni e la direzione scientifica di Roberto Orecchia, ha già erogato le cure sperimentali a oltre 1.200 pazienti.

Si tratta di una struttura d’eccellenza che ha rischiato di chiudere per mancanza di fondi, ma è stata fortunatamente salvata dal Ministero della Salute. In tutto il mondo oltre al CNAO ci sono solo altri 5-6 centri in grado di offrire l’adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio.

Adroterapia e LEA: cosa cambia con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza

L’adroterapia è un trattamento innovativo e costoso. Ogni ciclo di cura costa circa 24 mila euro a fronte dei 10 mila euro della radioterapia tradizionale. Senza la rimborsabilità del SSN sarebbe accessibile soltanto a pochi pazienti in grado di sostenerne i costi elevati. Grazie al recente aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza l’adroterapia è entrata nelle terapie offerte dal Sistema Sanitario Nazionale.

Prima della pubblicazione del decreto sui LEA in Gazzetta Ufficiale l’adroterapia era disponibile all’interno del SSN solo in Lombardia e in Emilia-Romagna. Per accedere alla terapia adronica ottenendo il rimborso i pazienti provenienti da altre Regioni dovevano attendere il via libero delle loro ASL di appartenenza. Una procedura burocratica lunga e complessa. L’aggiornamento dei LEA faciliterà l’accesso alla terapia adronica dei circa 4.500 pazienti oncologici di tutta Italia che ne hanno bisogno.

 

 

 

Foto: © Fondazione CNAO

 

 

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