Antidolorifici da banco: quali sono i più efficaci e come usarli

Gli antidolorifici sono tra i medicinali da automedicazione più usati dagli italiani. Quando compare il dolore in molti ricorrono ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o agli antidolorifici come il paracetamolo. Spesso però la scelta ricade sui farmaci già presenti nel cassetto dei medicinali. O su medicinali consigliati da parenti e amici. Il tutto senza consultare il medico o il farmacista per indagare la natura del dolore e capire quale farmaco ci fa più effetto.

Di come scegliere gli antidolorifici da banco più efficaci parla il dottor Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. Intervistato da Il Corriere della sera Cricelli invita a una prima distinzione basilare:

  • in assenza di infiammazione (in caso ad esempio di febbre o mal di testa non associato a infiammazione) è più efficace un antidolorifico puro come il paracetamolo;
  • per alleviare un dolore da trauma, un mal di denti e tutti gli altri stati dolorosi associati all’infiammazione è invece utile ricorrere all’aspirina e ad altri FANS, i farmaci anti-infiammatori, come l’ibuprofene (Moment, Brufen) o il naprossene (Momendol).

dolore infografica PharmaTruck

Differenza tra analgesici puri e antinfiammatori

Come spiegato in un opuscolo del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna i diversi tipi di antidolorifici agiscono in modo diverso. Gli analgesici come la morfina e gli oppioidi (impiegati per dolori intensi e sotto controllo medico) interrompono la trasmissione del dolore dalla periferia al cervello. Questi farmaci non hanno effetto sull’infiammazione e la febbre.

Gli antinfiammatori invece bloccano la formazione delle sostanze che scatenano una reazione infiammatoria nell’organismo come difesa dagli attacchi esterni. L’inibizione della produzione delle prostaglandine, i mediatori dell’infiammazione e del dolore, avviene bloccando le due forme dell’enzima ciclossigenasi (COX). I FANS vanno dunque usati in caso di dolore associato a sintomi quali gonfiore, arrossamento, calore e febbre.

Regola numero 1: rispettate il dosaggio

Se in casa avete già degli antidolorifici che vi aveva prescritto il medico potete assumerli, ma senza esagerare e rispettando il dosaggio. Il consiglio arriva dal dottor Carlomaurizio Montecucco, direttore dell’Unità di reumatologia al Policlinico San Matteo di Pavia.

Montecucco spiega che la durata dell’effetto antidolorifico varia da farmaco a farmaco. Assumere tre volte al giorno un medicinale efficace per 12 ore ad esempio potrebbe esporre al rischio di sovradosaggio.

Un’altra dritta dell’esperto è non fidarsi troppo dei farmaci consigliati da parenti e amici. Questo perché la reazione ai FANS varia da persona a persona. Un antinfiammatorio efficace su un vostro amico potrebbe avere poco effetto su di voi. Meglio fidarsi dei farmaci che in passato si sono già rivelati efficaci per lo stesso disturbo.

Per quanto tempo assumere gli antidolorifici da automedicazione

Infine, una raccomandazione importante: i farmaci da automedicazione non vanno assunti a lungo. Che si tratti di pillole, cerotti o pomate la regola è una: non usarli per più di due giorni. Se il dolore non scompare dopo 2 o 3 giorni o aumenta bisogna rivolgersi al medico o al farmacista. Sarà lui a valutare un prolungamento della terapia o a consigliarvi un farmaco più potente.

Non abusare degli antidolorifici aumentando le dosi e la durata della terapia è importante anche per non ridurne l’effetto.

Effetti collaterali dei FANS

Ricordate inoltre che alcuni FANS sono gastrolesivi. Assumeteli a stomaco pieno o chiedete al farmacista consiglio sui FANS di nuova generazione che non presentano questo effetto collaterale.

Se soffrite di ulcera valutate con il medico delle alternative ai FANS o l’assunzione contemporanea di un gastroprotettore (inibitore della pompa protonica) per le terapie prolungate.

Foto: ©Fotolia
Infografica: ©PharmaTruck

Commenti

commenti

L'autore

Reply

Cosa ne pensi?