Cannabis ad uso terapeutico, un tavolo per ridiscutere la tariffa nazionale

Attualmente si discute molto sulla cannabis ad uso terapeutico, ormai sdoganata anche in Italia. Nelle ultime settimane il Ministro della Salute ha chiamato a raccolta le principali case e associazioni farmaceutiche, proprio per discutere del prezzo da attribuire ai farmaci cannabinoidi. Questo tavolo di discussione arriva in seguito ad un appello delle associazioni dei farmacisti, che hanno fatto richiesta di un cambio di prezzo. Il motivo? Non lo ritengono adeguato al mercato.

Cannabis ad uso terapeutico: un prezzo troppo basso rispetto al costo della materia prima

I farmacisti rivendicano un aumento del prezzo della cannabis ad uso terapeutico, soprattutto a favore di chi si occupa della sua distribuzione. Ad ora costa 9 euro al grammo, un prezzo troppo basso per permettere l’effettiva realizzazione di farmaci all’altezza dei pazienti. Il prezzo è stato stabilito e ufficializzato dal Ministero della Salute il 3 giugno scorso.
Il prezzo ridotto comporta una spesa per la materia prima di gran lunga superiore a quella richiesta dalla preparazione magistrale. Questo meccanismo va decisamente a discapito dei farmacisti. Tra i protagonisti della tavola rotonda troviamo Federfarma, Assofarm, Utifar, Fofi e Sifap.

Voce alle farmacie in difficoltà

Sullo sfondo del dibattito c’è un problema più generale legato alle tariffe dei farmaci, che dovrebbero essere allineati alle tendenze di mercato ogni due anni. Eppure rimangono tali e quali da più di vent’anni.

Il fatto che gli importi dei farmaci siano rimasti invariati ha influito sulla possibilità dei farmacisti di sostenere economicamente i preparati magistrali. Questi ultimi sono dei medicinali non industriali, ma preparati dalla farmacia sulla base di una prescrizione medica “magistrale”. Di norma vengono utilizzati per la cura di pazienti il cui quadro clinico è particolarmente delicato. La rivisitazione della tariffa italiana della cannabis ad uso terapeutico sarà l’occasione per portare all’attenzione la problematica generale e dare voce alle difficoltà dei farmacisti. Specie in un panorama come quello attuale, in cui c’è la tendenza a personalizzare la cura là dove è possibile e soprattutto necessario.

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