La colazione dei bambini: un pasto fondamentale ma sottovalutato

Scene mattutine della famiglia italiana media: tutti corrono, ancora con gli occhi chiusi, sgomitando per la conquista del bagno. Vestiti sparsi su ogni superficie, vestaglie fluttuanti, odore di caffè, merendine spacchettate sul piano della cucina. Tra un “dove sono le chiavi?” e uno “sbrigati!” è il momento di uscire, stanchi come se fosse sera. E la colazione diventa una parentesi trasparente tra le parole “è” e “tardi”.

La colazione: un pasto che incide sulla qualità delle nostre giornate

Se chiedete informazioni al vostro pediatra, vi dirà che la colazione deve fornire circa il 20% del fabbisogno energetico quotidiano. Non è semplicemente un modo per iniziare la giornata, è un modo per aiutare il metabolismo, per prevenire patologie come l’obesità, le malattie cardiovascolari e il diabete. Nei bambini in età scolare, inoltre, una colazione equilibrata è indispensabile per mantenere alta la soglia d’attenzione, per facilitare la memorizzazione e tutte le operazioni cognitive. La nostra benzina, si sa, è il glucosio. E i bambini ne consumano, di benzina… Nostro compito, quindi, è quello di fornire loro la giusta dose di carboidrati a lento assorbimento, che nella fase post-prandiale assicurano un ottimale impiego del glucosio.

Evitiamo alimenti ricchi di grassi e confezionati: insomma, merendine e biscotti. Sì agli zuccheri della frutta, ma anche alla vecchia, cara marmellata o al miele su una fetta di pane o una fetta biscottata. Le bevande zuccherate, assunte tra l’altro anche durante gli altri pasti, lasciamole per qualche occasione come una pizza con gli amici, e torniamo alla vecchia spremuta mattutina. Una tazza di latte coi cereali sarebbe una buona prevenzione contro gli attacchi di fame che, a metà mattinata, portano molti bambini a mangiare tutto ciò che trovano sul loro cammino.

Due studi per metterci sulla strada giusta

Uno studio dell”Osservatorio nutrizionale Grana Padano evidenzia che il 20% dei ragazzi di età compresa tra 14 e 17 anni salta del tutto la colazione. Sotto i 6 anni, quando noi genitori siamo più presenti, il dato scende al 5%. Più si va avanti con l’età, meno pasti consumiamo, con la tendenza a rompere l’equilibrio tra i nutrienti (abbuffandoci, parliamoci chiaramente). Il pesce viene consumato solo una volta a settimana, frutta e verdura sono quasi assenti o comunque insufficienti. Gli acidi grassi saturi vengono assunti nella proporzione del 10% e quelli polinsaturi al 5%. Il contrario di quanto andrebbe fatto, in pratica.

Sullo European journal of clinical nutrition, uno studio ha dimostrato non solo un abbassamento delle facoltà cognitive nei bambini in età scolare che abitualmente saltano la colazione, ma anche una ridotta memoria visiva. Lo studio era rivolto al problema dell’obesità infantile, nello specifico. Perché, sembrerà strano, ma per dimagrire un bambino non deve restare a digiuno: deve mangiare correttamente. Deve fare benzina, ma benzina di qualità. E, soprattutto, riappropriamoci del nostro tempo, svegliandoci un po’ prima: sediamo con calma, mangiamo con gusto, parliamo coi nostri figli e, solo dopo, saremo pronti per la giungla che c’è là fuori.

Foto Pixabay

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