Conoscere il Parkinson, dai sintomi alle terapie principali

Conoscere il Parkinson è il primo passo per affrontare questa malattia che colpisce il sistema nervoso centrale. L’evolversi del morbo di Parkinson è molto lento, ma costante e inarrestabile. Ad essere colpite sono le cellule nervose che si trovano nella cosiddetta sostanza nera, parte del cervello i cui neuroni sono caratterizzati dalla presenza di un pigmento nero; si occupano della produzione della dopamina, neurotrasmettitore essenziale per il coordinamento dei movimenti automatici del corpo. Man mano che vengono danneggiate le cellule nervose di quest’area profonda del cervello, viene meno il controllo motorio e dell’equilibrio.

La certezza della presenza del morbo di Parkinson si ha quando in un paziente si dimezza la quantità di neuroni che producono la dopamina. Parallelamente si può notare anche un esubero di alfa-sinucleina nelle cellule nervose colpite dalla malattia, che non riescono a smaltire la sostanza.

I sintomi del Parkinson, motori e non

Dicevamo che conoscere il Parkinson è indispensabile per affrontare i disagi che comporta. Ecco perché è importante sapere anche in che modo si manifesta. I sintomi più comuni del morbo di Parkinson sono soprattutto quelli che hanno a che fare con problemi motori. Un esempio tipico è rappresentato dal tremore anche in condizione di riposo, in pazienti dai 60 anni in poi. Questi soggetti presentano anche rigidità muscolare e sono rallentati nei movimenti.

Ci sono però molti altri sintomi che possono manifestarsi prima di quelli motori. Tra questi possiamo trovare la disfagia (difficoltà nella deglutizione), problemi di stitichezza e urinari, défaillance dell’olfatto, disturbi del sonno. Nella grande maggioranza dei casi (90%) i disturbi cominciano a manifestarsi in uno dei lati del corpo. Dopo 5 anni possono subentrare ulteriori sintomi, collegati all’equilibrio e a funzioni motorie. La diagnosi della malattia viene fatta a partire dal quadro clinico del soggetto e da uno specifico esame neurologico. A seguire poi vengono fatti ulteriori esami di approfondimento.

Conoscere il Parkinson: terapie e cure

Il morbo di Parkinson attualmente non può essere sconfitto, perchè la cura ancora non è stata trovata. E’ possibile però rallentarne il decorso e alleviare i sintomi attraverso delle terapie farmacologiche. Uno dei farmaci utilizzati per il trattamento del Parkinson è la L-Dopa, che ha la funzione di rimediare alla carenza di dopamina. La dose di L-Dopa che viene somministrata ai pazienti viene aumentata progressivamente nel corso del tempo. Alla L-Dopa si abbinano dei farmaci che stimolano i recettori dopaminergici.
Nel momento in cui la malattia arriva ad uno stadio avanzato è necessario intervenire con terapie combinate, come ad esempio la fitoterapia (terapia svolta attraverso erbe medicinali) e la dietoterapia. Quest’ultima è una terapia nutrizionale che serve ad adattare lo stile alimentare di un malato di Parkinson in relazione alla terapia farmacologica a cui è sottoposto. Una dieta scorretta può entrare in conflitto con l’azione della L-Dopa, che deve essere assorbita in fretta per arrivare correttamente al cervello.

Dopo 15 anni dalla diagnosi, diventa meno efficace anche la terapia farmacologica. In alcuni casi, quindi, si cerca di operare una stimolazione cerebrale profonda. Questa terapia consiste nell’inserzione di un dispositivo sotto la pelle. Il dispositivo, emettendo piccole quantità di energia elettrica, corre in aiuto dei neuroni che regolano le funzioni motorie.

Foto: via Unsplash

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