Cosa c’è da sapere sul vaccino per la meningite

I recenti fatti di cronaca avvenuti in Toscana e a Milano hanno sollevato una grande attenzione sul vaccino per la meningite. In molti si sono preoccupati di un possibile contagio, anche perché su questa malattia le informazioni possono essere disordinate e date in modo sparso. In questo articolo vogliamo togliere qualche dubbio, cercando di dare una risposta ordinata alle domande più frequenti sul vaccino per la meningite.
Innanzitutto partiamo dal vaccino per il meningococco del ceppo C. Questo specifico vaccino è stato introdotto nelle regioni italiane tra il 2005 e il 2008; è rivolto ai bambini dai 13 mesi in poi, che corrispondono ai soggetti ad alto rischio. In ogni regione ci sono dinamiche diverse per quanto riguarda questo tipo di vaccinazione, ma in linea generale il farmaco è gratuito solo per i bambini in età pediatrica. La fascia di età infantile coperta dal vaccino gratuito varia sensibilmente di regione in regione.

Il piano vaccinale in Italia

Il piano vaccinale che si segue attualmente in Italia prevede una sola somministrazione del vaccino per la meningite. A breve (sembrerebbe una questione di mesi) verrà stilato il nuovo piano vaccinale, che dovrebbe prevedere una seconda dose di richiamo durante l’adolescenza attraverso il vaccino contro i ceppi A, C, W135 e Y (altrimenti detto vaccino quadrivalente). Ad interessare l’Europa sono ad ora la meningite B, C, Y e W, mentre sul territorio nordamericano ed africano il problema è costituito rispettivamente dal ceppo Y e W. E’ bene che sia prevista una protezione da tutti i ceppi sopra citati, soprattutto per chi viaggia molto. Il tipo di meningite che si è abbattuto in Toscana (Csp11) sarebbe a contagio più alto rispetto agli tipi di meningite.
Anche per la meningite di tipo B è previsto il vaccino per i bambini in età pediatrica, dal momento che sono i soggetti più a rischio. Chi vuole sottoporsi al vaccino in età adulta deve sostenerne autonomamente la spesa.

A partire dalla somministrazione del vaccino passano dalle due alle tre settimane perchè il farmaco si attivi: si tratta del tempo che impiegano gli anticorpi ad attivare la difesa immunitaria. In ogni caso, si consiglia di considerare la ventina di giorni come periodo finestra più attendibile.

Vaccino per la meningite: fasce a rischio e modalità di contagio

Tra le fasce di età più soggette al rischio di contrarre la meningite c’è anche quella adolescenziale. La malattia si trasmette attraverso contatti ravvicinati, a meno di un metro di distanza, quindi anche bere dallo stesso bicchiere potrebbe causare la trasmissione del batterio. Tutti i locali promiscui sono ad alto rischio: la scuola, le piscine, palestre, locali di intrattenimento e via dicendo.

Chi non vuole aspettare il nuovo piano vaccinale, che prevede la somministrazione del farmaco anche agli adolescenti, può acquistare il vaccino in farmacia o far vaccinare il proprio figlio presso la Asl più vicina.

Va ricordato che la protezione del vaccino non rimane attiva per sempre e che la meningite è una malattia molto veloce, quindi nelle persone più fragili la protezione potrebbe non attecchire.
La notizia positiva è che possiamo dare un po’ di tregua alle preoccupazioni: è stato confermato che il vaccino per la meningite C è efficace al 95%.

Foto: via Pixabay

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