Cranberry per cistite: caratteristiche, dosaggio e controindicazioni

Cranberry per cistite: integratore che aiuta a prevenire le infezioni alle vie urinarie.

L’integratore a base di cranberry per cistite è costituito dal cosiddetto mirtillo palustre. L’estratto di questa pianta viene assunto perlopiù sotto forma di compresse o succo.
La cistite è una fastidiosa infezione che coinvolge il tratto urinario, diffusa soprattutto tra le donne. Il sintomo principale dell’infezione delle vie urinarie è un dolore più o meno forte durante la minzione, accompagnato da prurito e bruciore.

Il frutto rosso della pianta di mirtillo cresce spontaneamente nel Nord America e predilige terreni acidi e palustri. Ecco spiegato il perchè del nome, mirtillo palustre. L’utilizzo del cranberry a scopo terapeutico ha una storia secolare: veniva impiegato dagli indiani per la cura di ferite e infezioni.
Il mirtillo palustre aiuta nel trattamento della cistite grazie alla sua struttura. E’ proprio questa, infatti, che consente la protezione delle mucose dai batteri, attraverso una sorta di schermatura.
La funzione dell’integratore a base di cranberry è soprattutto preventiva, più che curativa.
In altre parole, il mirtillo palustre aiuta a combattere la cistite grazie alla sua struttura, che crea uno schermo tra i batteri e le pareti delle vie urinarie. E’ molto utilizzato anche per il riequilibrio della flora intestinale, a patto che venga assunto nelle dosi indicate.

Peculiarità e posologia del Cranberry per cistite

Sebbene il cranberry per cistite sia molto utilizzato, non ci sono ancora prove sufficienti che ne attestino l’efficacia al 100%. Sottolineiamo inoltre che in caso di cistite cronica è necessario intraprendere una terapia antibiotica, lasciando da parte integratori e rimedi naturali. Anche se si tratta di un prodotto per l’automedicazione, è sempre consigliato affidarsi al parere del medico di base. L’assunzione degli integratori a base di erbe non va presa alla leggera, soprattutto perché questi prodotti, se pur soggetti a dei regolamenti specifici, non sono direttamente controllati dalle autorità sanitarie. Anche gli integratori talvolta possono essere nocivi, non bisogna dimenticarsene.

Se parliamo di prevenzione delle infezioni alle vie urinarie, allora l’integratore può avere una certa utilità. Il Cranberry per cistite si assume sotto forma di capsule. In un’ottica di prevenzione dell’infezione, si consiglia di assumere una capsula da 500 mg di integratore a base di cranberry tre volte al giorno, per la durata di sei mesi. Si consiglia di non superare la dose massima indicata e riportata nel foglietto illustrativo. In caso di sovradosaggio il paziente può essere colto da attacchi gastrointestinali o da calcoli renali.

Controindicazioni ed effetti collaterali

E’ importante che l’integratore non venga assunto assieme al Coumadin (Warfarin), farmaco anticoagulante. L’interazione tra le due sostanze potrebbe portare infatti a degli effetti collaterali.
Il Cranberry per cistite non deve essere assunto nemmeno da chi è allergico all’aspirina, che come il Coumadin è un anticoagulante. L’interazione tra mirtillo e anticoagulanti provoca l’alterazione di alcuni fattori legati alla coagulazione. Questa alterazione può portare anche a sanguinamenti, dovuti all’aumento dei valori di INR (International Normalized Ratio). L’INR è un valore che misura i tempi di protrombina, che corrisponde al fattore II della coagulazione.
Infine, chi è intollerante alle piante del genere Vaccinum e della famiglia delle Ericaceae deve sapere che il mirtillo palustre non fa proprio al caso suo. Non è ancora stata valutata l’efficacia del Cranberry per cistite durante la gravidanza e la fase di allattamento.

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