Ddl concorrenza è legge: tutte le novità per le farmacie

Il Ddl concorrenza approvato ieri in Senato dopo un iter travagliato durato oltre 2 anni contiene diverse misure per le farmacie. L’articolo 1, volto a incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica, autorizza le società di capitale a diventare titolari di farmacie private. Finora la titolarità era riservata ai farmacisti o a società di farmacisti. Il provvedimento rimuove inoltre il tetto massimo di 4 licenze per titolare.

In ogni caso un medesimo soggetto non potrà possedere più del 20% delle farmacie di una medesima Regione o Provincia autonoma. Inoltre le società di capitale con esercizio della professione medica non potranno partecipare alla titolarità della farmacia privata.

La misura ha riscosso il malcontento della Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani. In una nota la Fofi fa notare che il tetto massimo del 20%, riferendosi alla quota acquisibile da una singola società in una determinata Regione, non esclude affatto il rischio che tutte le farmacie italiane si trasformino in società di capitali.

Ddl concorrenza farmacie, Fofi: in pericolo l’autonomia della professione

Il Ddl concorrenza farmacie per la Federazione spiana la strada a un oligopolio che metterà in pericolo l’autonomia della professione, danneggiando il servizio di assistenza farmaceutica.

È grave che, a differenza di quanto avviene per le società di professionisti, non sia prevista la riserva della maggioranza alla componente professionale. Cinque soggetti potrebbero arrivare a controllare tutte le farmacie italiane; viene negato il principio stesso della concorrenza – spiega la Fofi.

Federfarma: insegne favoriranno farmaci più redditizi a svantaggio dei cittadini

marco cossolo presidente FederfarnaNon meno critica Federfarma, che in una lettera aveva bollato come troppo alto il tetto massimo del 20%. Secondo Federfarma l’ingresso del capitale farebbe finire le farmacie nelle mani di soggetti estranei alla professione e interessati solo al profitto. I farmacisti si trasformeranno in dipendenti che dovranno rispondere alle direttive commerciali.

Il rischio è che i consumatori non abbiano più a disposizione un’ampia offerta di farmaci, oggi assicurata proprio dalla concorrenza tra farmacie con a capo farmacisti diversi. Nel caso in cui poche catene si spartiscano il mercato invece le insegne favorirebbero solo i medicinali più redditizi. Per scongiurare questo rischio Federfarma aveva chiesto al Governo di prevedere la presenza obbligatoria di farmacisti nelle società di capitale, chiamati a vigilare sul rispetto del codice deontologico e degli interessi dei cittadini. Una richiesta che però non è stata accolta.

In un comunicato il presidente Marco Cossolo ha invitato i farmacisti alla calma, spiegando che la Federazione è già al lavoro per gestire al meglio questo cambiamento. Il primo passo sarà rafforzare le aggregazioni tra le farmacie e le sinergie con le società di distribuzione dei farmaci di proprietà dei farmacisti.

La recente intesa siglata da Federfarma e Federfarma Servizi procede in questa direzione:

Vogliamo costruire una “rete delle reti” che possa mettere in connessione tra loro tutte le aggregazioni di farmacie indipendenti attualmente presenti in Italia, in modo che sappiano farsi trovare pronte e competitive all’arrivo del capitale.

Cossolo lancia un appello allautorità di vigilanza, affinché eviti la formazione di grandi catene, preservando l’indipendenza del sistema. L’invito all’Antitrust è di seguire l’esempio dell’autorità di vigilanza americana che ha fortemente inciso sulla mancata fusione tra l’insegna Rite Aid e Walgreens.

Apertura oltre i turni stabiliti e trasferimenti: le altre novità del Ddl concorrenza farmacie

Il Ddl concorrenza farmacie introduce altre novità:

  • Il comma 157 di fatto, eliminando il riferimento all’incompatibilità dell’esercizio con le attività di intermediazione del farmaco, le rende compatibili.
  • La possibilità di trasferimento in Comuni della stessa Regione per le farmacie dei Comuni con meno di 6 mila abitanti in soprannumero a seguito di un decremento della popolazione. In base a quanto stabilito dal comma 161 dell’articolo 1 del Ddl le farmacie potranno trasferirsi solo in Comuni che hanno un numero di farmacie più basso rispetto a quello necessario a coprire il territorio. Il costo una tantum del trasferimento ammonta a 5 mila euro.
  • L’ammissione delle farmacie alla distribuzione dei farmaci utilizzabili esclusivamente in ospedali pubblici e privati. In base al comma 162 le farmacie potranno ricevere i farmaci da produttori e grossisti e fornirli alle strutture sanitarie autorizzate a impiegarli.
  • Il comma 164 legifera sulla vendita al pubblico delle scorte di farmaci che hanno subito variazioni del foglietto illustrativo. La norma riconosce il diritto del cittadino a ritirare il nuovo bugiardino di un farmaco sia in formato cartaceo che digitale.
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  • Il comma 166 autorizza le farmacie a rimanere aperte oltre gli orari e i turni stabiliti, previa comunicazione all’autorità sanitaria, all’Ordine provinciale dei farmacisti e alla clientela.

Di seguito il testo del Ddl concorrenza e uno schema del Ministero dello Sviluppo Economico che riassume le principalità novità per le farmacie.farmacie_concorrenza

Foto: ©Fotolia; Federfarma; PharmaTruck

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