Furosemide Galenica Senese: AIFA ritira alcuni lotti

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro dalle farmacie di alcuni lotti di Furosemide Galenica Senese, specialità medicinale di classe C appartenente al gruppo terapeutico diuretici dell’ansa.

Il provvedimento di ritiro della Furosemide Galenica Senese è dovuto alla presenza di foglietti illustrativi frammischiati. A segnalare l’irregolarità è stata la stessa ditta. L’azienda è venuta a conoscenza del problema durante il processo di confezionamento delle fiale.

I lotti interessati dal ritiro disposto dall’AIFA sono il numero 17E08, riportante data di scadenza 5/2020, e il numero 17F13, riportante data di scadenza 6/2020. Il codice dell’AIC è 029848025. Le confezioni interessate contengono 10 fiale di soluzione iniettabile da 2 ml. Ogni fiala contiene 20 mg di principio attivo.

La procedura di ritiro della Furosemide avviata dalla ditta Galenica Senese e segnalata dallo Sportello dei diritti riguarda tutto il territorio nazionale. A supervisionare il corretto svolgimento delle operazioni di ritiro sarà il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute.

Cos’è la Furosemide Galenica Senese e per cosa si usa

La Furosemide Galenica Senese è un medicinale generico soggetto a prescrizione medica, impiegato nel trattamento di insufficienza cardiaca, ipertensione di grado leggero o medio, edemi periferici, edemi di genesi cardiaca o di origine renale, ascite in seguito a cirrosi epatica, ostruzione meccanica. Il diuretico viene prescritto in combinazione con corticosteroidi o con ACTH per il trattamento della sindrome nefrosica. La confezione da 10 fiale ha un costo di circa 7,20 euro. Il periodo di validità è di 36 mesi a partire dalla data di preparazione.

Come agisce la furosemide

Il principio attivo del farmaco è la furosemide, una molecola che contrasta gli edemi (l’accumulo di fluidi), stimolando il rene a eliminare attraverso l’urina i liquidi in eccesso (acqua e sali minerali).

Il medicinale svolge la sua azione nella branca ascendente dell’ansa di Henle (nota anche come ansa del nefrone) e nella porzione distale del tubulo renale. La molecola svolge un’azione inibitoria sul riassorbimento di sodio e cloruro, incrementando l’escrezione di acqua, sodio, magnesio e altri sali minerali.

La soluzione viene somministrata per via endovenosa ed intramuscolare. Per le dosi, i tempi e le modalità di infusione endovenosa o iniezione intramuscolare occorre attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico e alle istruzioni riportate sul bugiardino.

Prima dell’assunzione è bene informare il medico curante sull’assunzione concomitante di altri farmaci e segnalargli eventuali allergie al principio attivo, agli eccipienti (sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili) e ai sulfamidici. Il medico curante va messo al corrente anche di uno stato di gravidanza e in caso di allattamento.

Foto: ©Fotolia

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