Lavoro e postura della schiena, una questione di esercizio

Gli aspetti legati alla salute sul luogo di lavoro non smettono di suscitare ampi dibattiti dai toni spesso molto accesi. E a buona ragione, dal momento che deve essere garantito sempre e dovunque un ambiente lavorativo che tuteli la salute dei dipendenti. Qualunque lavoratore corre dei rischi di diversa entità sul luogo di lavoro, rischi che spesso sottovaluta o – peggio – ignora.

Sull’argomento potrebbero essere scritti dei fiumi di parole pressoché interminabili, ma in questo articolo abbiamo scelto di focalizzarci sulla salute della schiena sul lavoro. I disturbi alle strutture muscolo-scheletriche – ahi che dolore, penserà chi le ha già provate sulle proprie ossa – possono nascere a causa di una postura sbagliata mantenuta per diverse ore consecutive durante l’orario di lavoro.

Ecco chiamato in causa il regolamento che fa riferimento al decreto di legge 626, secondo il quale sono rischiose per la salute della schiena tutte le attività lavorative che comportano lo spostamento di carichi dai 3kg in su o il mantenimento costante di posizione eretta o seduta fissa come nel caso del lavoro al computer o della guida di automezzi.
Ad accusare maggiormente le conseguenze di una postura o di un movimento sbagliato è la struttura che offre il sostegno principale al nostro corpo: la colonna vertebrale.

Chi adotta una postura scorretta in attività lavorative che prevedono un sovraccarico della schiena rischia di incorrere in lesioni del disco intervertebrale o di creare problemi alle articolazioni vertebrali. Chi invece mantiene una postura fissa può provocare una mancata alimentazione del disco, che per assorbire le sostanze nutritive ed espellere quelle di scarto segue un meccanismo che alterna dilatazione e contrazione. Questo meccanismo, se interrotto, può creare l’insorgenza di notevoli problemi alla colonna vertebrale.

SOS schiena per chi lavora in posizione seduta fissa

Attenzione a chi svolge un lavoro d’ufficio che lo mantiene fermo per ore e ore: anche sedersi in modo corretto è una questione di salute. Per salvaguardare la salute della schiena sul lavoro è necessario mantenere la spina dorsale allineata, mentre il sacro deve poggiare sullo schienale della sedia. La testa deve seguire la linea tracciata dal collo, le spalle non devono essere in tensione e i piedi devono stare rigorosamente a terra. Coscia e gamba dovrebbero formare un angolo retto.
Non va dimenticato che il tavolo su cui si lavora deve essere a norma, così come la sedia deve avere lo schienale regolabile e rispettare delle misure ben precise in termini di altezza, larghezza, profondità e inclinazione.
Se state utilizzando una sedia girevole siete sulla strada giusta: queste sedie sono studiate apposta per permettere un movimento fluido ed evitare brusche torsioni.

Educazione alla salute della schiena: le back shool

Nel 1969 a Stoccolma nascono le cosiddette back school, dei veri e propri corsi per un corretto uso quotidiano della schiena, con incluse lezioni di anatomia e fisiologia curate da un team di medici, fisioterapisti e altri esperti del settore. L’obiettivo delle back school è quello di prevenire in modo efficace le patologie della schiena attraverso una forma di educazione alla salute che si traduce in formazione pratica e teorica. Un’idea felice quella svedese, che si è diffusa capillarmente in tutto il mondo, Italia inclusa che la accoglie nei primi anni ‘80.

Se è vero che ogni azienda dovrebbe prevedere dei corsi di educazione alla salute della schiena sul lavoro, va tenuto anche a mente che dobbiamo essere noi in prima persona ad avere cura della salute della nostra schiena sul lavoro, informandoci e facendone buon uso.

Foto: via Pixabay

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