Mal di testa: le forme più comuni, dalla cefalea tensiva all’emicrania

Stress, influenza, eccessi alimentari, inquinamento, malattie: sono tanti i fattori ambientali e fisici che causano il mal di testa. La manifestazione dolorosa che interessa la nuca, le tempie e il cranio può essere accompagnata da altri sintomi fastidiosi. Tra questi l’eccessiva sensibilità alla luce; la scarsa tolleranza dei rumori forti; episodi di nausea e vomito. In Italia a soffrire di mal di testa è una persona su cinque.

Cefalee primarie e secondarie: qual è la differenza

Si fa presto a dire mal di testa, ma è importante riconoscere le varie forme per riuscire a individuare e a eliminare le cause scatenanti. Si potrà così placare il dolore con i farmaci appropriati e ricorrendo ai rimedi più efficaci. Le cefalee sono classificate come primarie quando non sono scatenate da fattori specifici. Quando a provocarle sono cause specifiche come una malattia (diabete, tumore, ipertensione, febbre, influenza) o un trauma si parla invece di cefalee secondarie.

Cefalea tensiva, emicrania e cefalea e a grappolo: come riconoscerle

mal di testa cerchio alla testa cefalea tensivaLe principali forme di cefalea primaria sono: cefalea tensiva, emicrania e cefalea a grappolo. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ben il 46% della popolazione globale ha sofferto almeno una volta nella vita di cefalea tensiva episodica. Le più colpite sono le donne.

Questa forma di mal di testa è la più comune. Il dolore ha un’intensità da lieve a moderata. Chi ne soffre avverte una sorta di cerchio alla testa, come se il capo fosse stretto in una morsa e in perenne tensione. Solitamente il dolore scompare nel giro di poche ore. Gli attacchi però possono anche persistere per 24-48 ore. Inoltre in casi rari il dolore può essere avvertito in una forma più intensa e divenire insopportabile. Se non vengono eliminati i fattori scatenanti la cefalea tensiva può anche cronicizzarsi, compromettendo la qualità della vita del paziente.

Emicrania: il mal di testa con o senza aura

Una forma di mal di testa più dolorosa ma fortunatamente meno diffusa è l’emicrania. Il paziente che ne è colpito avverte un dolore pulsante, solitamente sulla fronte o ai lati della testa. Inoltre è infastidito dalle luci intense e dai rumori troppo forti.

L’emicrania può essere preceduta dall’aura, uno stato di alterazione della vista e delle proprietà di linguaggio accompagnato da formicolio. Anche gli attacchi di emicrania, così come  gli episodi di cefalea tensiva, possono durare da qualche ora a due giorni in base alla gravità. I pazienti che soffrono di emicranie ricorrenti spesso non riescono a lavorare, a riposare e a condurre una vita sociale soddisfacente.

Cefalea a grappolo: una lama che trafigge

La forma più grave di mal di testa è la cefalea a grappolo, un disturbo caratterizzato da un dolore forte che si ripresenta anche più volte nello stesso giorno e può protrarsi per mesi, rendendo un inferno la vita dei pazienti. Il dolore si manifesta sull’occhio o sulla tempia e può essere paragonato per l’intensità e le modalità con cui si presenta a quello di una lama che trafigge il cranio.

Gli attacchi possono durare da pochi minuti a qualche ora, ma la loro natura ricorrente e l’intensità del dolore creano più disagio ai pazienti rispetto ad altre forme di mal di testa. La cefalea a grappolo può essere accompagnata da altri sintomi fastidiosi come la lacrimazione dell’occhio e la congestione nasale.

I farmaci per curare e prevenire il mal di testa

farmaci curare prevenire mal di testaTra i farmaci per curare le cefalee spiccano l’acido acetilsalicilico, il paracetamolo e l’ibuprofene, dall’azione antinfiammatoria e analgesica. Contro le emicranie e le cefalee a grappolo oggi vengono usati anche i triptani. In Italia se ne contano sei in commercio: sumatriptan, zolmitriptan, rizatriptan, almotriptan,eletriptan e frovatriptan. Questi medicinali specifici e potenti, venduti dietro prescrizione medica, agiscono sui recettori della serotonina. Rispetto agli antinfiammatori tradizionali e a dispetto delle convinzioni comuni presentano meno effetti collaterali.

Per prevenire gli attacchi si usano invece i farmaci cosiddetti di profilassi, disponibili in varie classi e studiati per ridurre la frequenza degli episodi. Tra questi i beta-bloccanti; gli antagonisti del ricettore dell’angiotensina; i calcio-antagonisti; gli anticonvulsivi; gli antidepressivi triciclici.

Mal di testa: a volte è colpa dei farmaci!

La terapia più appropriata per il trattamento del mal di testa occasionale o cronico va valutata con il proprio medico curante. È utile tenere un diario per annotare la ricorrenza e l’intensità degli episodi e facilitare l’individuazione dei fattori scatenanti. Infine è bene ricordare che anche l’abuso di farmaci è associato all’insorgenza di forme di cefalea. L’assunzione di medicinali pertanto dev’essere limitata agli episodi dolorosi che causano maggiore disagio per non scatenare l’effetto opposto.

Foto: via Pixabay

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