Malaria: come avviene il contagio e quali sono i rischi in Italia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Italia libera dalla malaria nel 1970, fatta eccezione per i casi “importati” da Paesi stranieri. In questi giorni si torna a parlare di questa malattia febbrile dopo la morte di Sofia Zago, una bambina di Trento di 4 anni. La piccola, deceduta all’ospedale di Brescia nella notte tra il 3 e il 4 settembre, non aveva effettuato viaggi nei Paesi a rischio. Per questo si sospetta che sia il primo caso autoctono di malaria dal 1997.

Da cosa è provocata la malaria

La malaria è diffusa nelle aree tropicali e subtropicali. Ogni anno contagia oltre 200 milioni di persone e uccide 400 mila persone. A provocare la malattia sono i parassiti del genere Plasmodium:

  • P. ovale;
  • P. malariae;
  • P. vivax;
  • P. falciparum.

Quest’ultimo protozoo è responsabile della forma più pericolosa dell’infezione. La malaria da Falciparum può evolversi nel giro di poche ore, portando alla morte.

Come avviene il contagio della malaria

zanzara malariaIl Plasmodio infetta la zanzara Anopheles gambiae, che veicola l’infezione all’uomo. È bene ricordare che il contagio diretto della malaria tra persone infette non è possibile. La malaria non può essere contratta con rapporti sessuali o tramite contatti con persone malate, ma solo a causa di una puntura di una zanzara infetta o trasfusioni di sangue infetto.

Il contagio può avvenire anche da una zanzara che ha punto un soggetto infetto e punge nuovamente un’altra persona. La malaria può inoltre essere trasmessa da madre a figlio prima o durante il parto. In questo caso si parla di malaria congenita.

Dopo il contagio i parassiti  dal sangue raggiungono il fegato e si moltiplicano. Il fegato continua a rilasciarli nel sangue, distruggendo i globuli rossi. La malaria può causare anemia e gravi danni agli organi. In caso i parassiti ostruiscano i capillari cerebrali sopravviene la morte.  I soggetti più vulnerabili alle complicazioni sono i bambini e le persone immunodepresse (con ridotte difese immunitarie).

Specie di zanzare che possono trasmettere la malaria in Italia

In Italia le specie di zanzare che possono trasmettere la malaria sono la maculipennis e il labranchiae.  La prima punge soprattutto gli animali, mentre la seconda prende di mira soprattutto gli umani. Queste specie sono state segnalate nel Nord Italia, in Sardegna, nell’Agro pontino e in Sicilia. Anche la Anofele superpictus, diffusa soprattutto nel Sud Italia, può veicolare l’infezione.

Gli esemplari di zanzara anofele presenti in Italia tuttavia non sono molto adatti alla trasmissione del P.falciparum. Inoltre, anche se la zanzara anofele è stata segnalata in alcune zone, in Italia si incontra raramente, perché per sopravvivere ha bisogno di acque molto pulite e ambienti incontaminati. I casi di contaminazione autoctona sono perciò molto rari. A confermarlo è l’infettivologo Massimo Galli, vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Sintomi della malaria

La malattia si manifesta con brividi, febbre alta, vomito, diarrea, ittero e altri sintomi che potrebbero inizialmente essere scambiati per influenza. I primi sintomi si presentano dopo una settimana e fino a un mese dall’avvenuto contagio. La diagnosi della malaria avviene con le analisi del sangue, che individuano i parassiti insediati nei globuli rossi.

 

analisi del sangue malaria

Cura della malaria, profilassi e prevenzione

La malaria si cura con farmaci antimalarici come la clorochina o il chinino. È fortemente consigliato ricorrere alla profilassi assumendo farmaci antimalarici a basse dosi prima, durante e dopo la partenza per un Paese a rischio malaria.  Tra i farmaci antimalarici ci sono florochina, clorochina-proguanil, meflochina (Lariam), doxiciclina, atovaquone-proguanile (Malarone). La terapia più efficace è una combinazione di farmaci a base di artemisina.

La migliore arma resta la prevenzione delle punture di zanzare infette. Se si viaggia nei Paesi a rischio occorre usare prodotti repellenti quando si è all’aperto. In casa o in albergo è consigliabile installare zanzariere da letto e alle finestre. È bene prestare attenzione soprattutto tra il tramonto e l’alba, quando le zanzare femmina pungono. Al rientro dai Paesi a rischio è opportuno fare le analisi del sangue per escludere il contagio.

Esiste un vaccino per la malaria?

Al momento sono in via di sviluppo diversi vaccini, ma nessuno ha dato risultati soddisfacenti. La messa a punto di un vaccino è difficile perché il ciclo di vita del parassita è complesso. Un vaccino promettente verrà sperimentato nel 2018 in Malawi, Ghana e Kenya.

Casi di malaria in Italia

In Italia si registrano solo 600 casi di malaria all’anno su una popolazione di 60 milioni. I casi registrati in Italia  sono causati in gran parte dalla puntura di una zanzara anofele infetta avvenuta nel corso di viaggi nei Paesi tropicali. Più raro è il caso di infezioni avvenute tramite trasfusioni, trapianti d’organo o contaminazione accidentale con siringhe.

La Circolare del Ministero della Salute riporta che in Italia dal 2011 al 2015 sono stati notificati 3.633 casi di malaria. L’89% è stato confermato. Quasi tutti sono stati registrati nel Centro-Nord e sono d’importazione: hanno cioè colpito persone rientrate dall’estero per turismo, lavoro, ricongiungimenti familiari o progetti di volontariato. Il 92% dei casi è arrivato dall’Africa.

I casi autoctoni

I casi autoctoni  dal 2011 al 2015 sono stati 7. I decessi sono stati 4, tutti dovuti ad infezioni da Plasmodio falciparum contratte in Africa. Il caso di Sofia Zago, la bimba morta di malaria cerebrale nei giorni scorsi, ha destato preoccupazione proprio perché potrebbe rivelarsi autoctono. Secondo il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin la bambina potrebbe aver contratto la malaria all’Ospedale Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto. Nella struttura erano ricoverati due pazienti che avevano contratto la malattia in Africa:

Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, motivo per il quale sarebbe un caso molto grave – ha spiegato il Ministro Lorenzin – Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare.

Dal momento che la malaria non si trasmette tramite il contatto diretto con persone contagiate, la bambina potrebbe essere stata infettata tramite una trasfusione di sangue infetto o il contatto con strumenti infetti. Ipotesi esclusa categoricamente dai dirigenti ospedalieri. Durante il ricovero la bambina non è stata sottoposta a interventi o trasfusioni.

Secondo l’ospedale la piccola potrebbe aver contratto la malattia prima del ricovero, mentre era in vacanza a Bibione, in Veneto. In questo caso a rivelarsi letale potrebbe essere stata una zanzara infetta entrata in Italia attraverso i bagagli di qualche turista proveniente dai Paesi a rischio. Oppure potrebbe averla contratta in ospedale a causa di una zanzara trasportata in qualche bagaglio dei due pazienti infetti. Sul caso è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo.

Carosi: caso eccezionale

Secondo Giampiero Carosi, infettivologo dell’università di Brescia, si tratta di un caso eccezionale:

Quello che potrebbe essere successo è che qualcuno, di ritorno da un viaggio nelle zone colpite, abbia portato il plasmodio e sia stato punto da una anofele nostrana che a sua volta ha punto la bambina. Qui c’è una seconda eccezionalità, perché le zanzare che circolano da noi non sono molto adatte a trasmettere il microrganismo, anche se in teoria potrebbero.

Foto: ©Fotolia

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