Otite media acuta, un problema molto comune tra i bambini

Copione già scritto: il bambino sembra avere un normale raffreddore. Dal raffreddore si arriva alla febbre. In breve, il bambino inizia a lamentarsi, si tocca l’orecchio, diventa inappetente e (nel mio caso) sembra non sentire più bene. La strada verso l’ambulatorio pediatrico è un incubo: si prova a chiamare il figlio alzando e abbassando la voce per cercare di capire fino a che punto sia diventato sordo. Si arriva dal pediatra: no, il bambino non è sordo, ha una bella otite media acuta.

Cos’è l’otite media acuta

L’otite media è un’infezione dell’orecchio medio, e si presenta spesso nei bambini soprattutto per una mera questione anatomica: la conformazione della tromba di Eustachio (che collega rinofaringe e orecchio medio) nei piccoli presenta ancora un’immaturità che rende più semplice la risalita di virus e batteri verso l’orecchio medio, impedendo la normale compensazione della pressione e il deflusso del muco. Insomma: il muco sta lì tranquillo, in orizzontale, bello stagnante, offrendo un bel riparo caldo e accogliente a virus e batteri. Magari un bel laghetto di pus. Sì, è un’immagine disgustosa, lo so: ma tra me e l’otite media acuta (OMA) c’è un conto aperto. Normalmente, la soluzione è nella somministrazione di antibiotici. Ricordo che a mia figlia prescrissero l’amoxicillina spiegandomi che è uno degli antibiotici più ad ampio spettro. Certo, farla poi ingollare a mia figlia è stata una tragedia, ma questa è un’altra storia…

Precauzioni per ridurre l’insorgere della patologia

L’OMA potrebbe portare a complicazioni, la più grave delle quali è la mastoidite acuta. Ci sono dei fattori che riducono l’insorgere di questa patologia: al primo posto, come sempre, viene l’igiene. Ciò è chiaramente collegato anche alla permanenza in posti affollati: insomma, gli asili sono potenziali bombe, ma non se ne può fare a meno. Si consiglia poi sempre l’allattamento al seno nei primi mesi di vita del bambino, e una riduzione (se non sospensione) dell’utilizzo di ciucci e biberon. Il fumo passivo è una cosa da evitare nel modo più assoluto, e non solo per prevenire l’OMA. Altro fattore per la riduzione nell’insorgere di casi di otite sembra essere la somministrazione del vaccino pneumococcico coniugato e della vitamina D nei mesi invernali.

Personalmente, ho trovato come ottimo metodo di prevenzione frequenti lavaggi nasali: durante l’inverno, sono senza pietà. Docce nasali, spray di soluzione salina… Tenete presente che, per fortuna, più crescono più riescono da soli a migliorare il drenaggio del terrificante muco. E imparano a soffiarsi il naso, cosa che mi ha provocato un’euforia pari solo a quella dell’abbandono del pannolino.

L’OMA può avere delle recidive e, per quanto comune e generalmente risolvibile, ha bisogno di un po’ di tempo, che i genitori sempre più raramente hanno. Insomma: preparatevi a chiedere permessi al lavoro. Anche se è stata già diagnosticata una volta a vostro figlio, nel caso dovessero ripresentarsi i sintomi non fate la diagnosi da soli: l’otoscopio della dottoressa Peluche non è sufficiente. Serve il pediatra. Mantenete la calma anche in caso di sospetta ipoacusia: ricordo che noi prenotammo anche l’esame impedenzometrico e ogni tipo di test, presi dall’angoscia del momento. Scoprimmo, così, ciò che già sospettavamo: nostra figlia ci sente benissimo, è solo che ci ignora.

Foto: Pixabay

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