Salute pubblica: digitale al servizio del sociale nell’Italia degli over 65

L’invecchiamento della popolazione italiana è un trend in continua ascesa, trainato principalmente dall’innalzamento dei livelli di sopravvivenza e dal calo delle nascite. I dati ISTAT rivelano che dal 2005 al 2015 gli over 65 in Italia sono passati da una percentuale del 19,5% al 21,7%. Per contro la popolazione tra 0 e 14 anni è scesa dal 14,1% al 13,8%.

Secondo le ultime stime degli analisti entro il 2030 il 26,5% della popolazione italiana avrà oltre 65 anni. Le proiezioni danno in crescita anche il tasso di over 80, già aumentato del 150% nell’ultimo ventennio. Gli over 65 entro il 2065 costituiranno il 32,6% della popolazione del Belpaese. Gli over 85 passeranno dal 3,2% al 10%. Un trend in linea con quello globale. Secondo l’ONU nel 2050 gli over 80 raggiungeranno quota 434 milioni a fronte dei 125 milioni censiti nel 2005.

Disabilità e malattie croniche in aumento

Con l’invecchiamento della popolazione le persone affette da malattie degenerative che hanno pesanti ripercussioni sulle funzioni cognitive, dall’Alzheimer ad altre forme di demenza, sono destinate ad aumentare. Anche le malattie croniche debilitanti e invalidanti come il diabete e l’artrite saranno sempre più diffuse.

L’alto tasso di persone in età avanzata richiede una profonda riorganizzazione del sistema previdenziale e dell’assistenza sanitaria pubblica e privata. In Italia l’indice di dipendenza degli anziani dal 2005 al 2015 è aumentato dal 29,4% al 33,7%.  Dati che si traducono in pesanti ripercussioni sulle famiglie, spesso lasciate sole nel difficile ruolo di caregiver.

Il 40% degli anziani è affetto da una o più malattie croniche. Il 18% è limitato nelle funzioni quotidiane a causa di una disabilità. L’8% non può più uscire di casa a causa di limitazioni funzionali.

Le persone colpite da invalidità, cronicità e limitazioni funzionali nel 2013 in Italia ammontavano a 13 milioni, pari al 25,5% della popolazione di età superiore ai 15 anni. Il 23,4%, pari a 3 milioni di individui, convive con limitazioni gravi che compromettono la qualità della vita quotidiana. Le donne rappresentano una fetta del 54,7% del totale, le persone anziane il 61,1%.

Il 27,2% delle persone con limitazioni funzionali ha difficoltà a uscire di casa. La percentuale sale al 76,2% tra le persone con limitazioni funzionali gravi. Il 22,3% degli invalidi e dei malati cronici non riesce ad accedere agli edifici. Il 19,7% non riesce a utilizzare i mezzi pubblici.

Il 17% non conduce una vita sociale soddisfacente ed è limitato nella frequentazione di parenti e amici. Più contenuta invece la percentuale di persone che hanno difficoltà a usare Internet, pari all’11,1%.

Over 65 sempre più alfabetizzati digitalmente

Nel complesso la popolazione anziana è sempre più alfabetizzata digitalmente. Dal 2005 al 2015 gli anziani di età compresa tra i 65 e i 74 anni che usano il PC e Internet sono aumentati rispettivamente del 434,6% e del 556,4%, pari al 24,4% e al 25,6% degli italiani nella suddetta fascia d’età.  Gli utenti forti (che usano abitualmente Internet) over 65 sono il 18%. Di questi il 66,1% naviga alla ricerca di informazioni su merci e servizi. Il 70% cerca informazioni sanitarie su Internet. Il 56,6% utilizza servizi bancari.  Il 26,6% usa i social network.

Sanità digitale e servizi a domicilio per affrontare le nuove sfide

Per ridurre la spesa pubblica e far fronte ai nuovi oneri finanziari correlati all’invecchiamento della popolazione, il Governo non a caso sta accelerando sulla digitalizzazione dei servizi sanitari e sui tempi di attuazione del piano sulla eHealth. Ricetta elettronica; fascicolo sanitario telematico; prenotazioni e referti consultabili online; app per il telemonitoraggio del paziente: sono solo alcune delle soluzioni digitali in grado di migliorare la qualità della vita degli anziani e garantire una maggiore aderenza alle terapie.

Di fronte a una percentuale sempre più alta di anziani in difficoltà e disabili urge trovare alternative valide all’ospedalizzazione, erogando servizi a domicilio e usando le nuove tecnologie per comunicare con i pazienti. Accanto al settore pubblico anche il privato gioca un ruolo fondamentale nel fornire una migliore assistenza a una popolazione anziana e bisognosa di cure.

A essere cruciale è soprattutto il ruolo delle aziende che riescono a colmare i vuoti del servizio sanitario pubblico, sopperendo alle necessità delle fasce sociali più fragili. Dall’assistenza domiciliare alla consegna a domicilio di farmaci ad anziani, invalidi e malati cronici, si avverte forte l’urgenza di servizi diffusi in modo capillare sul territorio per migliorare la qualità della vita degli over 65.

 

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