Sindrome premestruale: un possibile aiuto dai farmaci

La sindrome premestruale è un problema che riguarda circa l’80% della popolazione femminile in età fertile: la sintomatologia si manifesta in modo sistematico nella seconda parte del ciclo mestruale (fase luteinica). Quando i sintomi associati alla sindrome premestruale sono così intensi e frequenti da peggiorare la qualità della vita della donna, o comunque da interferire sulle normali attività quotidiane, è importante avvalersi dell’ausilio – ponderato ed intelligente – di farmaci.

Cause della sindrome premestruale

Non è stata evidenziata una causa univoca della sindrome premestruale, si pensa infatti vi siano diversi fattori che, agendo in sinergia, provocano la comparsa dei sintomi. La carenza di magnesio, è responsabile del mal di testa, dei crampi muscolari e dei dolori all’utero, e sembra sia dovuta ad un incremento della produzione di ormoni, come l’aldosterone, che regolano l’equilibrio dei sali minerali nel nostro corpo.

Lo squilibrio ormonale è l’altra grande causa della sindrome premestruale: l’innalzamento del livello di estrogeni e di prolattina comporta l’aumento di volume e del dolore al seno, della ritenzione idrica che causa stipsi, e dell’aumento di peso. Infine, sembra si verifichi una diminuzione di dopamina e serotonina, endorfine deputate a regolare il tono dell’umore.

Gli stati depressivi transitori che si manifestano in questa fase del ciclo mestruale, inoltre, sarebbero dovuti ad una carenza di Vitamina B6, coinvolta nella sintesi di serotonina e dopamina.

Farmaci: quando il medico li prescrive

Nei più gravi casi, il medico stabilisce una terapia farmacologica mirata allo scopo di alleviare i sintomi – talvolta invalidanti per la paziente – della sindrome premestruale. Di seguito, i farmaci prescritti con maggior frequenza:

  • Antidepressivi: si sono dimostrati efficaci per diminuire sintomi come affaticamento, desiderio di cibo e disturbi del sonno, e attualmente sono i più scelti nella terapia della sindrome premestruale o del disturbo disforico premestruale (PMDD) gravi.
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS): assunti prima dell’inizio del ciclo oppure all’inizio, i FANS come l’ibuprofene sono in grado di alleviare i crampi e la tensione mammaria.
  • Diuretici: quando l’esercizio fisico e la diminuzione del sale nella dieta non sono sufficienti per combattere l’aumento di peso e il gonfiore che accompagnano la sindrome premestruale, assumere i diuretici può aiutare l’organismo ad eliminare i liquidi in eccesso attraverso i reni.
  • Contraccettivi orali (pillola): questi farmaci con obbligo di ricetta bloccano l’ovulazione e stabilizzano gli sbalzi ormonali, alleviando i sintomi della sindrome premestruale.

Integratori e sindrome premestruale: funzionano?

Ebbene sì: gli integratori giusti funzionano, in particolare quelli di Magnesio e di Calcio, oligoelementi indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo. Il Magnesio, riducendo l’ipereccitabilità neuromuscolare:

  • contribuisce a ridurre gli spasmi della muscolatura uterina
  • diminuisce la voglia di alimenti zuccherini
  • agisce sulla psiche intervenendo contro il malumore

Il Calcio, come il Magnesio, previene le contrazioni muscolari: per questo, di solito, sono presenti entrambi nelle formulazioni in commercio. Un ruolo importante negli integratori è quello svolto dalle vitamine:

  • vitamina C: rafforza le pareti dei capillari e contribuisce a diminuire il gonfiore agli arti
  • vitamina E: oltre ad essere un potente antiossidante (protegge diversi ormoni dal processo di ossidazione preservandone quindi la giusta quantità), stimola la diuresi e riduce il senso di gonfiore al seno ed agli arti.
  • vitamina B6: è stata soprannominata “la vitamina della donna” perché in grado di alleviare il dolore al seno, il mal di testa e di diminuire la ritenzione idrica e gli sbalzi di umore.

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