Spreco di farmaci: Movimento Consumatori propone confezioni monodose

farmaci spazzaturaLo spreco di farmaci evidenziato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sta animando un’accesa discussione tra le associazioni dei consumatori e gli attori della filiera farmaceutica. Nel 2015 nei rifiuti urbani del 24,5% dei Comuni italiani sono confluite 1.270,6 tonnellate di farmaci. Di queste 92,4 tonnellate di farmaci scaduti pericolosi, tra medicinali citotossici e citostatici, e 1.178,2 tonnellate di farmaci scaduti non pericolosi.

I dati sono riportati nell’edizione 2016 del Rapporto sui rifiuti urbani pubblicato nei giorni scorsi dall’istituto di ricerca governativo. All’origine dello spreco di farmaci documentato dall’ISPRA ci sono diversi fattori. In molti casi è il paziente che non porta a termine la cura e si disfa dei farmaci. In altri i farmaci vengono cestinati perché il medico ha modificato la terapia. Oppure può capitare che la durata della terapia sia breve e all’interno della confezione restino diverse dosi inutilizzate.

I costi della raccolta differenziata dei farmaci

Lo spreco di farmaci si traduce in un doppio costo per la collettività. Oltre al denaro speso dai cittadini per farmaci utilizzati solo parzialmente, un’ulteriore voce è lo smaltimento dei medicinali. I farmaci inutilizzati devono infatti essere smaltiti come rifiuti speciali pericolosi negli inceneritori. Pur essendo avviata a raccolta differenziata, questa tipologia di rifiuti non trova infatti forme di recupero.

Nel 2015 il costo della raccolta differenziata dei farmaci scaduti ha raggiunto picchi di 334,2 euro al chilo nel Centro Italia. Il costo medio nazionale ammonta a 198,9 euro al kg. I costi di gestione specifici maggiori li registrano proprio i farmaci scaduti (1,99 euro/kg a fronte dei 15,7 centesimi al kg spesi per carta e cartone).

raccolta farmaci scaduti ISPRA

Confezioni monodose per educare i consumatori al risparmio: la proposta del Movimento Consumatori

Per ridurre lo spreco di farmaci e conseguire risparmi collettivi il Movimento Consumatori rispolvera una vecchia proposta: sperimentare confezioni monodose. Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento, precisa all’Adnkronos Salute che le confezioni attuali non sono la causa dello spreco di farmaci. Ciononostante Mostaccio è convinto che le confezioni monodose possano incoraggiare i consumatori ad acquistare soltanto i farmaci necessari.

Per l’esperto le confezioni monodose orienterebbero verso un maggiore risparmio le abitudini di acquisto dei farmaci da banco. In particolare invertirebbero la tendenza dei consumatori italiani a fare scorta di medicinali da automedicazione.

Confezioni monodose contro lo spreco di farmaci: scettica Federfarma

confezione monodoseLa proposta del Movimento Consumatori è stata accolta con scetticismo da Federfarma. La presidente Annarosa Racca in una nota spiega che per ridurre lo spreco di farmaci bisogna contrastare la scarsa aderenza alle terapie. I pazienti vanno sensibilizzati e informati adeguatamente sui benefici dell’aderenza terapeutica.

Racca sottolinea inoltre che le confezioni in commercio oggi hanno già una taglia standardizzata sui cicli delle terapie:

Abbiamo, per esempio, antibiotici in confezioni da 3 pasticche se la terapia è di 3 giorni, da 12 o da 6. Noti antidolorifici da banco in confezioni modulate. Non mi risulta che ci siano confezioni sovradimensionate o non corrispondenti alle prescrizioni standard. Non c’è la necessità di diminuire. Anzi. Le lamentele degli utenti sono spesso proprio per i quantitativi limitati.

Federfarma chiede inoltre la collaborazione delle ASL che praticano la distribuzione diretta dei farmaci. I farmaci inutilizzati a seguito di una variazione della terapia dovrebbero essere riportati in farmacia, prima che finiscano nella spazzatura.

Esperto: confezioni monodose inefficaci contro sprechi e costose per l’industria

Una visione largamente condivisa da Federico Spandonaro, economista sanitario all’Università Tor Vergata di Roma. Per Spandonaro non ci sono prove che la dimensione delle confezioni sia la causa dello spreco di farmaci.

Anche l’esperto punta il dito contro la scarsa aderenza alle terapie. Spandonaro invita a lavorare sull’informazione dei pazienti e sulla correttezza delle prescrizioni. L’economista sottolinea inoltre che le industrie farmaceutiche per modificare la taglia delle confezioni andrebbero incontro a costi sproporzionati rispetto ai risparmi conseguibili dai consumatori.

Foto: Fotolia; Pixabay

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