Tosse nei bambini: bere di più servirebbe a prevenirla

La tosse è uno dei disturbi più frequenti nei bambini; tossire è un meccanismo che il nostro corpo mette in atto per espellere sostanze irritanti presenti nelle vie aeree come germi e inquinanti. Spesso è un fenomeno passeggero, seguito dal classico raffreddore. In quel caso, tutti i genitori (anche per esperienza propria), noteranno che la tosse peggiora quando si cambia posizione, soprattutto quando ci si alza o ci si stende, poiché la tosse è causata dallo spostamento del muco.

Tosse e disdratazione: uno studio

Uno studio recente dell’Aist (Associazione italiana per lo studio della tosse) ha messo in relazione il grado di idratazione dei bambini con l’insorgere e la frequenza del fenomeno. La ricerca è stato condotta su 400 ragazzi fra i 6 e i 14 anni, e si è basato sulla somministrazione di due questionari: uno sull’alimentazione, per stabilire con precisione i cibi e i liquidi assunti, e uno sulle condizioni mediche, per portare alla luce eventuali patologie respiratorie e allergiche. Ne è emerso che, una giusta idratazione, contribuisce alla salute dell’apparato respiratorio, facilita l’eliminazione del muco e “alleggerisce” eventuali problemi come l’asma. La disidratazione, infatti, porta a un aumento della produzione di istamina, sostanza che favorisce l’insorgenza di reazioni allergiche/asmatiche.

Qual è la giusta quantità di liquidi da assumere per i bambini

La disidratazione è un problema molto più comune di quanto si pensi: eppure, a rigor di logica, dovremmo sapere che i liquidi eliminati vanno reintegrati. Con i bambini il problema si fa più pressante: sudore, lacrime, urine, eventuali diarrea o febbre e l’incapacità di manifestare il desiderio di bere (perché troppo piccoli per parlare, o semplicemente perché i bambini sentono meno lo stimolo delle sete) e la disidratazione è dietro l’angolo. Se per i lattanti è sufficiente la quantità di latte ingerito, dopo i 6 mesi dobbiamo fare attenzione. La quantità giusta di liquidi deve essere di 600-900 millilitri al giorno fino ai 3 anni, per arrivare ai 1100 in età scolare e al litro e mezzo/due durante l’adolescenza. Di pochi anni fa è la notizia che, nella sola Inghilterra, vengono ricoverati circa 32 bambini al giorno coi sintomi della disidratazione. Una cosa allo stesso tempo assurda ed evitabilissima.

Sintomi della disidratazione

Come fare, a evitarla? Innanzitutto ricordando che ciò che viene espulso va reintegrato: in casi particolari, come febbre, vomito, diarrea, dobbiamo fare particolarmente attenzione! Più piccoli sono i bambini, più c’è il rischio che si disidratino, poiché il loro corpo è composto al 75% di acqua contro il 60% di un adulto. I sintomi da tenere d’occhio sono stanchezza e sonnolenza, bocca asciutta, labbra screpolate, pelle secca, pianto senza lacrime, occhi infossati, urine scarse e di colore scuro. Succhi di frutta e bevande zuccherate non sono consigliabili per idratare un bambino anzi, se il bambino è disidratato a causa di episodi di vomito potreste far peggio. Se i sintomi non sono acuti, meglio acqua o soluzioni reidratanti per rimpiazzare i liquidi e i sali. In ogni caso, stiamo parlando di disidratazione leggera: in caso di dubbio, chiamate subito il pediatra o recatevi al pronto soccorso, perché la reidratazione orale potrebbe non essere sufficiente. Abituate i bambini a bere, lasciando sempre loro a disposizione dell’acqua, in modo che non debbano chiederla, e invogliateli a bere. Aggiungiamolo alla lista di cose da dire tra “rimetti a posto i giocattoli” e “nemmeno in bagno mi lasci in pace?”.

Foto Pixabay

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