Zenzero contro la nausea in gravidanza: usi e controindicazioni

Ti svegli la mattina. Metti i piedi giù dal letto. Pensi: “Adesso muoio. Vomito anche l’anima e poi svengo”. Il mio rimedio personale era prendermela con tutti e ringhiare, ma non funziona per tutte le donne. Inoltre, le mie nausee sono durate pochissimo, mentre alcune donne vanno avanti tutto il primo trimestre e oltre. Se litigare col mondo non sortisce effetto, quindi, considerate lo zenzero. Insomma, millenni di medicina cinese non possono essere stati del tutto inutili.

Lo zenzero ha proprietà antiossidanti, antireumatiche e antinfluenzali, ma a noi interessano, per il momento, le benedette proprietà digestive. Oltre a facilitare la digestione, è un antiacido, antibatterico, aiuta nel caso di reflusso gastroesofageo, nausea e vomito. Aiutando il transito intestinale, inoltre, può dare una mano a far rientrare sia stitichezza che diarrea.

Come assumere lo zenzero

Le tisane a base di zenzero sembrano essere efficaci per molte; come dosi, calcolate circa un grammo, da dividere in 3, 4 dosi giornaliere per circa 4 giorni. Lo zenzero favorisce, abbiamo visto, anche la digestione. E, avere un’anguria semovente nell’utero, la digestione la rallenta eccome… Confesso il mio peccato di gola: a me lo zenzero piace candito. Non essendo incinta, in questo momento, ne faccio un uso smodato. Ma, se siete in gravidanza, ricordate che il troppo stroppia sempre.

Sebbene non ci siano studi definitivi, un uso sbagliato potrebbe portare danni all’embrione o al feto. Un consumo eccessivo potrebbe comportare rischi mutagenici, anche se studi su un uso “nella norma” hanno portato anche il National Institute of Health and Care Excellence (NICE) a inserirlo tra i rimedi utilizzabili in gravidanza contro la nausea assieme alla vitamina B6. Come in tutte le cose (e soprattutto in gravidanza), vale sempre la regola del buon senso. Insomma: una grattugiata di rizoma fresco va bene. Qualche tisana è ottima. Mezzo chilo di zenzero candito, no.

Foto: Pixabay

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